Il mio viaggio in Uzbekistan.

Il mio viaggio in Uzbekistan.

Un viaggio inaspettato in Uzbekistan sulle orme di Tamerlano attraverso la magica Via della Seta!

Decisi di partire per un viaggio in Uzbekistan perché era per me una meta assolutamente sconosciuta. Non ne sapevo nulla a riguardo e quando parti senza aspettative è veramente difficile restare delusi, almeno questo vale per me. 

Era agosto ed io e Stefano stavamo lasciando l’afa italiana senza la benchè minima idea che avremmo trovato un pò di frescura in un paese pressoché desertico. Atterriamo a Tashkent ed il primo impatto è più che positivo: L’Uzbekistan ci svela la sua capitale come un biglietto da visita perfetto: chiaro, pulito e organizzato. L’enorme bandiera nazionale che sventola di fronte a noi mostra la fierezza di questo paese.

All’aeroporto veniamo accolti da Doston, ragazzo Uzbeko di 25 anni circa,  e subito ci immergiamo nei racconti appassionati della nostra guida. Sono passati 2 anni da quell’incontro con Doston e tuttora lo considero un caro amico nonchè la nostra guida ufficiale per i viaggio di gruppo in Uzbekistan

Iniziamo il tour della città ed è chiaro fin da subito l’influenza che ha avuto l’ex regime sovietico in questa nazione. L’architettura della capitale è imponente, squadrata ed essenziale, di grande effetto insomma. Doston è fiero del suo paese ed inizia a mostrarci i suoi più grandi tesori tra cui: l’azzurro delle cupole delle moschee (pigmento ricavato dal cobalto), il corano di Osma (tra i più antichi del mondo e conservato proprio a Tashkent), il colorato e variegato mercato del cibo e la bellezza di scoprire un paese che non conosce ancora il turismo di massa. 

L’indomani partiamo alla volta di Samarcanda con il treno ad alta velocità. Tempo stimato di percorrenza 128 minuti e 128 minuti in pacca saranno. Siamo abituati a pensare a questi paesi come retrogradi, ma nulla di tutto questo potrebbe essere mai più sbagliato.
La guida che ci attende è un ragazzo di Samarcanda che parla perfettamente l’italiano e ci spiega che la nostra lingua è una delle più studiate nelle università locali.
Questa città, come la capitale, si svela più benestante del previsto. 
La prima tappa è l’osservatorio di ULUG BEK, nipote dell’imperatore Tamerlano ed un altro testimone della ricchezza culturale di questo paese: nato quasi 100 anni prima di Galileo Galilei, è stato in grado di scoprire 1018 stelle, calcolarne la posizione e trascrivere tutto ciò con infallibile precisione.

Proseguiamo alla scoperta di luoghi di culto e non solo, arrivando alla Necropoli (meglio detta Giovane Necropoli) e che si è sviluppata prima, durante e dopo Tamerlano.
Un trionfo di bellezza e simbologia esoterica, influenzata da più popoli e religioni. Stupenda nel significato e nella vista, circondata da leggende che rendono questo popolo ancora più affascinante.
Arriviamo ora alla moschea di BIBI KHANYM, la prima (nonché più amata) delle 18 mogli di Tamerlano. Enorme, ricca e sontuosa, circondata a sua volta da leggende a metà strada tra il puro romanticismo e il pragmatismo. Siamo tutti e due a bocca aperta. Siamo abituati al bello, ma non a questo bello!

La giornata esplorativa volge quasi al termine e, dopo cena, ci concediamo una passeggiata nella celeberrima piazza REGISTAN.

Passeggiando incontriamo e conosciamo la gente del posto, adulti e ragazzi curiosi e onorati della nostra presenza. Una ragazzina di 12 anni con un inglese coraggioso e una timida innocenza si avvicina per farci domande sul posto in cui viviamo, con una luce negli occhi di chi avrà un futuro radioso davanti. Questa è sicuramente la prima ricchezza di questo paese, la sua gente.
Il primo giorno a Samarcanda ci da così la buonanotte, ed i sogni d’oro saranno la naturale conseguenza di ciò che stiamo scoprendo poco a poco.

Il giorno seguente inizieremo la giornata con la classica colazione Uzbeka a base di uova, yogurt locale, marmellata fatta in casa e frutta super concentrata...che bontà! La nostra guida è in anticipo e alle 9:00  partiamo alla volta del mausoleo di Tamerlano. Sicuramente uno dei monumenti più belli del paese.

In Uzbekistan le tracce dell’Impero di Tamerlano sono ovunque, ad oggi solamente il 3% delle sue opere è visibile, tutto il resto è stato distrutto da altri conquistatori tra cui il temutissimo GENGIS KHAN. Il mausoleo era stato costruito per suo nipote ma in esso sono sepolti tutti i famigliari di Tamerlano. La Tomba dell’imperatore è la più bella, un pezzo unico di giada verde posto al centro del mausoleo. La volta è interamente ricoperta d'oro (ben 8 kg)!

Tantissime leggende si raccontano attorno alla figura di Tamerlano e, tra queste, che il suo impero fosse arrivato addirittura fino all’America. Sovrano longevo, temutissimo dai suoi nemici ma ben voluto dalla sua gente.

Nel pomeriggio ci rechiamo nella famosissima Piazza Registan, il simbolo dell’Uzbekistan. 
Dal vivo è ancora più bella! I colori, la minuziosità dei dettagli, sembra di tornare indietro nel tempo e di riuscire a vedere le carovane lungo la via della Seta, magia pura!!!! Qui ci torneremo anche dopo cena per assistere al famoso spegnimento delle luci alle 22:00 e per poter ammirare i profili degli edifici della piazza che si confondono con il cielo stellato!

Il giorno seguente partiamo per un viaggio in macchina di 250 km circa per raggiungere il Campo tendato nel deserto a Yangikazgan. Il nostro autista ci sta aspettando ma questa volta, purtroppo, non siamo fortunati con la lingua e per tutta la durata del viaggio ci limiteremo a scambiarci sorrisi e gesti! 
Tuttavia a parlare per lui c’è il paesaggio. Per la prima volta ci siamo inoltrati nella vera campagna Uzbeka: casette sparse e animali ovunque, anche in mezzo alla strada ovviamente. Poi, piano piano, il paesaggio attorno a noi si trasforma, diventando sempre più arido fino a diventare desertico. Le strade che tagliano le dune sembrano la Route 66 con qualche buca in più. Arriviamo al campo, vicino al lago Aydar in cui abbiamo abbiamo il piacere di fare un caldo bagnetto, caldo perché le temperature piuttosto elevate rendevano l’acqua tiepida. Il lago è artificiale, leggermente salato ed era stato creato dalla ex unione sovietica. Tuttavia trasmette pace e tranquillità e si estende verso l’orizzonte a perdita d’occhio.
Torniamo al campo che è composto da circa una ventina di tende, oltre alla zona ristorazione. Tutto turistico, vero, ma comunque affascinante!

Affascinante come la notte che questo posto ci offrirà: un cielo stellato nitidissimo, dei canti e dei balli intorno al fuoco e l’arancione di Marte che risplende luminoso come la stella Polare! Cosa ci perdiamo noi con i nostri lampioni!
Le stelle cadenti ci accompagnano a dormire per quella che sarà una notte magica e serena.

Dopo la colazione lasciamo il deserto alla volta di Bukhara e, tra un pisolino ed un altro, facciamo delle soste accattivanti: visitiamo una cisterna d’acqua del 1600, costruita per abbeverare le carovane nei loro lunghissimi spostamenti, ed un acquedotto, entrambi parzialmente distrutti dalla furia di GENGIS KHAN.

Proseguiamo lungo la strada ed il nostro autista inchioda improvvisamente, scendendo dalla macchina con un litro d’acqua che servirà a bagnare una roccia. Incuriositi scendiamo e man mano che l’acqua scorre, scorgiamo le incisioni rupestri! Una chicca molto apprezzata! Raffigurazioni di caccia, dromedari e tutto quello che vivevano i pitoti Uzbeki di un tempo.

Finalmente raggiungiamo Bukhara e, dopo un pit-stop rigenerante in hotel, iniziamo ad esplorare il centro della città. Sembra un museo a cielo aperto. Sicuramente turistica ma con un turismo che non disturba l’esperienza del viaggiatore. Conosciamo tanti viaggiatori da tutto il mondo e chi ci colpisce di più è un ragazzo Irlandese partito il 13 Luglio dall’Irlanda per il Mongol Rally con tanto di Yaris sfasciata.
La sera riusciamo finalmente a mangiare il Plov, piatto nazionale a base di riso e con altri mille ingredienti perfettamente bilanciati, una delizia! 
Andiamo a dormire aspettando l’indomani per poter entrare nel cuore della storia della città con la nostra guida. 

Eggià, nel cuore di Bukhara ci saremmo davvero entrati.

Abbiamo la fortuna di essere accompagnati da Soly, uomo di 71 anni che ha imparato l’italiano da solo. Le decine di moschee che ci vengono raccontate sono la perfetta cornice di un centro città fermo nel tempo. Qui, a differenza della altre città, Tamerlano non sembra essere il Vip indiscusso, anzi! Di lui non se ne parla proprio! Si parla però di “Caravanserai”, hotel in voga ai tempi della via della seta atti ad ospitare i mercanti con le loro bestie. Una città ricca grazie all’antico polo commerciale. 
La questione più stupefacente è il fatto che tutti gli edifici storici stanno rinascendo dalla terra. Verranno tutti sotterrati per non essere distrutti ai tempi della guerra ed ora godono del lento processo inverso, lento a causa dell’umidità che i muri devono smaltire un po alla volta! Praticamente chi ha visitato Bukhara 20 anni fa ha visto meno della metà di quello che si può vedere oggi!
Salutiamo Soly e solo alla fine ci racconta che 30 anni fa fece lui da cicerone a Tiziano Terzani quando visitò Bukhara, rendendosi protagonista delle avventure riportate nel libro “ Buonanotte, signor Lenin”.

Chiudiamo la giornata con un rigenerante Hammam in quello che un tempo una un tempio della religione zoroastra. Meravigliosa Bukhara, chiamata “ la Nobile”. 
Domani ci aspetteranno 500 km per raggiungere l’ultima tappa: Khiva.

Il viaggio è un crescendo di bellezze, percorriamo la lunga e finalmente asfaltata strada, scoprendo che l’Uzbekistan produce molto gas e che è un paese che vanta di avere tutti gli elementi della tavola periodica. Arriviamo a Khiva alle 13:00 in un caldo soffocante che ci costringerà a restare in hotel qualche oretta e alle 18:00 siamo pronti per iniziare la visita.

Khiva è una piccola cittadina, caratterizzata dalla cinta muraria ancora conservata e per essere stata un altro punto fondamentale della via della Seta. 
Guardando le sue viuzze , che ricordano l’Antica via Appia, si riesce a scorgere il solco lasciato dai carri secoli prima.

Khiva è la più bella di tutte, un piccolo gioiello. Paghiamo 20.000 SUM per raggiungere l’apice della città, la torre del palazzo principale ed un tramonto mozzafiato che dal rosa passa all’arancione fino a diventare rosso, ci fa commuovere. 
Alle 20:00 siamo pronti per quella che sarà la cena da MILLE e UNA NOTTE nel ristorante panoramico  “La Terrassa”. Non mi scorderò mai della bontà dei suoi piatti e della magica atmosfera che godemmo da lassù ammirando Khiva.

Il nostro viaggio finì così. L’indomani rientriamo a Tashkent per imbarcarci sul volo internazionale che ci porterà in Italia.

Da quel giorno non passano mesi senza che abbia la voglia di tornare in quel paese, vedere la sua gente e i sorrisi gentili. Conoscere un popolo che ti accoglie come se fossi una loro sorella, perchè credo che, aldilà delle bellezze paesaggistiche e monumentali, il vero viaggio è scoprire che in tutto il mondo siamo tutti molto più simili di quanto crediamo.

L’Uzbekistan è una meta perfetta per chi vuole conoscere angoli del mondo che si sono affacciati alla realtà turistica da poco.
E’ un paese ricchissimo di storia che pochi conoscono e per apprezzare tutto ciò al meglio serve avere delle guide di fiducia durante l’intero itinerario.
Il nostro viaggio di gruppo in Uzbekistan è il frutto di esplorazione sul campo e di forti e fidate collaborazioni con guide locali, diventate ormai degli amici.

Partite con noi e lascatevi ammaliare da questa increbile terra!

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