Le 5 perle Barocche della Sicilia: itineraio di viaggio.

Le 5 perle Barocche della Sicilia: itineraio di viaggio.

Un viaggio per scoprire le bellezze delle città di Siracusa, Noto, Scicli, Modica e Ragusa seguendo il tema dell’architettura barocca siciliana.

Qualche anno fa ho fatto un viaggio in Sicilia: mare cristallino, spiagge dorate, cibo eccellente…Tutti aspetti che conosciamo, ma quali sono i punti di forza di questa meravigliosa destinazione che la rendono unica e che mi fanno suggerire questo itinerario?

Durante il mio soggiorno sono stata fortemente colpita dall’architettura e dalla storia siciliana, ed ecco perchè, per chi ha poco tempo, suggerisco di programmare un viaggio tra “ le 5 perle barocche” della Sicilia.
Questo stile nasce dalla ricostruzione successiva al grande terremoto della Valle di Noto del 1693 ed è ricco di decorazioni della pietra. Le facciate degli edifici e delle chiese hanno ciuffi e pennacchi ma non si avverte il senso di pesantezza del barocco dorato di altre imponenti strutture europee.

Ecco un’idea per un break di qualche giorno:

Sicilia barocca: SIRACUSA

Il collegamento aereo più vicino per raggiungere la zona è Catania: da qui si può prendere un auto a noleggio o partecipare ad un tour con un bus privato.
Dopo appena 65 km si arriva alla prima tappa: Siracusa.
Merita un soggiorno di un paio di notti, ma ciò che mi è rimasto più impresso nei ricordi dei primi giorni in Sicilia è stata la passeggiata nella parte più antica della città: l’Isola di Ortigia.

Nel raggio di un solo chilometro si possono visitare meraviglie di vari periodi storici come il Tempio di Apollo del VI secolo, il più antico tempio dorico dell’occidente greco; la Fontana monumentale di Diana del 1907, opera di Giulio Moschetti; la Chiesa di Santa Lucia alla badia, custode della santa patrona della città.
Al suo interno nasconde un tesoro inestimabile: l’ultima opera di Caravaggio che ritrae la Santa durante il martirio, una visita è d’obbligo. Nella mia provincia (Brescia) Santa Lucia porta i doni ai bambini la notte tra il 12 e il 13 Dicembre accompagnata dal suo asinello.
Fin da piccoli ci raccontano che Santa Lucia è cieca ed affamata e vederla in questo quadro fa un certo effetto.  
Proseguendo ancora si trova il Castello Maniace, tra i più noti castelli voluti da Federico II di Svevia, che sorge sull’estrema punta dell’isola e che alle sue spalle ha una sorgente nella quale crescono ancora oggi piante di papiro: la Fonte Aretusa.
Ebbene sì, papiro in Sicilia!
Ma se parliamo di perle barocche il protagonista è il Duomo, con la sua meravigliosa facciata dalle linee morbide. Al suo interno cela il tempio greco di Atena, del quale si possono ancora vedere i resti, e l’esterno con le colonne doriche ne fanno una delle cattedrali più suggestive d’Italia.
Consiglio di perdere qualche minuto anche soltanto per sedersi in piazza e bere un caffè con la strada bianca lastricata ed il Duomo di fronte.     
Chi può sostare un po’ più a lungo deve assolutamente visitare il parco Archeologico Neapolis, a 4 km da Ortigia. Vale la pena acquistare una visita guidata e seguire le storie del suo teatro romano, dell’anfiteatro, dell’orecchio di Dionisio, della Tomba di Archimede…

Attenzione a non andarci col solleone: i punti d’ombra sono pochi e la pietra bianca riflette la luce aumentando il caldo!

Sicilia barocca: Noto

La perla barocca per eccellenza della Sicilia: Noto.
A soli 38 km da Siracusa, la Basilica di San Nicolò svetta dal centro città ed è visibile a distanza quando si arriva in auto. Questa incantevole meta è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1693 e oggi porta avanti il fascino della storia proponendo una scenografia teatrale. Entrata nelle mura sono rimasta a bocca aperta e il naso all’insù: i balconi del centro sono sorretti da pietra scolpita di figure grottesche come sfingi, ippogrifi, sirene, cavalli alati, leoni e angeli. Ho iniziato la visita della capitale del Barocco con la Porta Reale, un grande arco trionfale all’800, e passeggiando ho incontrato il Palazzo Ducezio, la Chiesa del S.s. Salvatore, Villa D’Ercole il Teatro Vittorio Emanuele…
Palazzo Nicolaci, il palazzo dei principi in stile puramente barocco, è qualcosa di spettacolare ed oggi, riportato agli antichi splendori, dà la dimensione della ricchezza e dell’opulenza che la città ha vissuto in un epoca ormai lontana.
Dopo una fresca granita in piazza, non può mancare la visita alla Cattedrale Di San Nicolò, un gioiello barocco del ‘700, il principale centro di culto e storicamente il più importante di Noto. La facciata è realizzata in pietra calcarea tenera con una marcata nota neoclassica ed è l’immagine di copertina della città che si erge sulla sommità di una maestosa scalinata a tre rampe di origine settecentesca.
Cosa manca? Perdersi tra le vie del centro e fare fotografie ad ogni angolo come se fosse un set cinematografico!

Sicilia barocca: Scicli

Si prosegue per 45 chilometri lungo i quali è bello guidare con i finestrini abbassati e gli occhiali da sole: si susseguono muretti a secco, pascoli e oliveti, fino a raggiungere la rinomata Scicli, scenografia della serie televisiva di successo “Montalbano”.
Il palazzo del municipio è infatti il commissariato di polizia di Vigata. Per gli appassionati segnalo i luoghi di montalbano a Scicli.
Il borgo ricostruito in tardo barocco incastonato tra le colline merita una tappa lungo il nostro percorso.
La via Francesco Mormina Penna è patrimonio Unesco e, percorrendola, i miei occhi passano da eleganti palazzi neoclassici dell’800 a facciate dorate tardo barocche, rococò e liberty come quelle di Palazzo Spadaro, Palazzo Bonelli, Palazzo Conti e Palazzo Palle.
L'incantevole Palazzo Beneventano è uno dei monumenti barocchi del ‘700 più significativi e più' originali della provincia. Scenografici i balconi dalle particolari inferriate panciute sostenuti da mensoloni che raffigurano animali fantastici. Le finestre del piano inferiore presentano invece nell'arco di volta mascheroni e caricature umane.
Queste decorazioni mi piacciono da impazzire!   
Da non perdere è la Chiesa S. Bartolomeo, inserita in uno scenario naturale di rara bellezza e in un suggestivo ambiente medievale fatto di rocce, di grotte e di case.
E’ indubbiamente una delle chiese più antiche e belle di Scicli in stile barocco neoclassico e la sua facciata ricca di statue e sculture ne fa un vero gioiello d’arte.  Alle sue spalle il parco di Chiafura, insediamento di grotte trogloditiche e quartiere rupestre del paese, raggiungibile da antiche stradine, via via più strette, affiancate da casupole ristrutturate e da locali in abbandono.
Da non perdere!   

Sicilia barocca: Modica

A metà strada fra Scicli e Ragusa, ad appena 10 km di distanza da entrambe, si trova l’altopiano sul quale sorge la città di Modica.
Il centro storico patrimonio UNESCO è di origine medievale e le case sorgono quasi ammassate l’una all’altra, sfruttando le cavità naturali della roccia.
Il punto più elevato è occupato dal Castello raggiungibile percorrendo una delle strette viuzze dal centro.
Se dovessi descriverla in due parole userei: barocco e cioccolato!
Partendo dal belvedere, dal quale si possono già scattare meravigliose fotografie, un gradevole percorso a piedi di circa 1 km conduce come prima tappa alla casa natale di Salvatore Quasimodo,  premio nobel per la letteratura.

Suggerisco una sua poesia perché dopo questo viaggio rileggerla mi riporta dei piacevoli ricordi:  

Isola
Di te amore m'attrista,
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d'aranci,
o d'oleandri, sereno,
cammina con rose il torrente
che quasi n'è tocca la foce.
Ma se torno a tue rive
e dolce voce al canto
chiama da strada timorosa
non so se infanzia o amore,
ansia d'altri cieli mi volge,
e mi nascondo nelle perdute cose.
(S.Quasimodo)


Proseguendo il percorso, 250 gradini costeggiati da rigogliosi giardini, portano alla Chiesa di San Giorgio, il monumento barocco più importante di Modica. Spesso indicato come simbolo di questo stile, il Duomo con la sua facciata a torre tocca un’altezza di 62 mt e svetta sul centro.
Le colonne la dividono in 5 campate con forme alternate concave e convesse che le donano movimento e plasticità. All’interno lo stile è romanico a croce latina e l’opera che colpisce è il Polittico in legno del 1513, maestoso dipinto del manierista modicano Bernardino Niger.

Tornando verso il centro di Modica bisogna fare una sosta: in questa città si lavora un cioccolato diretto discendente della Xocoàtl Atzeca, tesoro gastronomico portato dagli Spagnoli in Europa nel XVI secolo che ha mantenuto intatte le sue caratteristiche e l'antichissimo processo di lavorazione.
Ha un sapore diverso dalle barrette di cioccolato che ci sono a casa mia, più intenso e quasi farinoso. Da provare!
Consiglio di prenotare una visita al “Fattojo Bonajuto”, un laboratorio del cioccolato: una degustazione con ‘mpanatigghi, torroni, e cioccolata fredda è compresa nell’esperienza. La durata complessiva è di circa 40 minuti ed il costo è di 8,00€ a persona, bambini fino a 5 anni gratis.

Sicilia barocca: Ragusa

Ragusa Ibla è stata fondata dai Siculi ma , appena giunta presso le sua architettura , ho potuto vedere l’influenza delle conquiste successive: greche, romane, bizantine, arabe, saracene, normanne e sveve.

 E’ dal 1693 in poi, l’anno del terribile sisma, che la città distrutta fiorisce e diventa grembo del barocco nella sua zona antica, Ibla. Ragusa infatti viene in quel periodo divisa in due e la parte Nuova o Superiore, viene invece ricostruita con viali larghi e palazzi gentili.
La zona antica di Ibla è un tesoro di straordinaria ricchezza, che incarna la sua bellezza nel Duomo di San Giorgio, una delle massime espressioni dell’architettura sacra barocca siciliana. L’ampia via che conduce alla chiesa è leggermente in salita, e camminando la sia ammira in lontananza in tutta la sua imponenza.
La costante delle vie lastricate di pietra bianca è un ricordo della Sicilia che ritrovo anche qui. Sono tutte città da visitare a piedi per godersi al meglio l’atmosfera. 

Il momento più suggestivo dell’anno per visitare questa località è durante i solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio, Glorioso patrono di Ragusa. La festa si svolge l’ultima domenica di maggio o agli inizi di giugno e dura tre giorni: venerdì, sabato e domenica. Il duomo viene addobbato con drappi e portali di damasco rosso e con meravigliose composizioni floreali. La statua di San Giorgio e l’Arca Santa vengono portate in processione, le luminarie appese ovunque nelle vie del centro, gli sbandieratori si fanno accompagnare dalla banda e si festeggia mangiando in compagnia dopo i fuochi d’artificio di mezzogiorno.

Il circuito può essere arricchito con altre tappe come Catania, Taormina, il castello di Donnafugata, Caltagirone, Villa Romana del Casale, Agrigento e la valle dei templi… E molto altro ancora soltanto nella parte orientale dell’isola!
La Sicilia è una destinazione culturalmente ricca e interessante, merita sicuramente un viaggio organizzato: il territorio è disseminato di edifici barocchi, rovine greco romane, maioliche e strade lastricate di pietra bianca.

Non è un caso se la frase che ho pronunciato più volte è stata “che bella, mamma mia”!

Silvia Barbieri

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